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Fuoriorario
Cose (quasi) mai dette
25 marzo 2009
E noi sempre indietro....

Crisi economica, stili di vita più sani, la spinta verde di Obama
stanno facendo affermare la bicicletta come mezzo alternativo all'auto

Da New York a Frisco tutti in bici
l'ultima rivoluzione dell'America


PORTLAND - La rivoluzione avanza silenziosa nelle strade di Portland. La portano avanti uomini e donne senza bandiera, ma con la testa protetta da caschi colorati: indossano giacche di plastica per ripararsi dalla pioggia e ganci alle caviglie per non sporcare i pantaloni. Ogni mattina marciano compatti a un ritmo regolare: quello dei pedali delle loro biciclette. Portland, la più grande città dell'Oregon, universalmente riconosciuta come la città più bike-friendly degli Stati Uniti, da qualche anno è l'epicentro di un movimento che, lentamente ma senza sosta, si sta diffondendo in tutto il paese: l'affermazione della bicicletta come mezzo di trasporto alternativo alla macchina nei grandi centri americani.

A Portland, buona parte della città si muove su due ruote: le piste ciclabili sono numerose, i parcheggi per bici anche, molti negozi hanno un ingresso riservato ai ciclisti e i fattorini pedalano fra un ufficio e l'altro senza sosta. Le mamme poi girano con bici speciali, con una sorta di grande cesta di plastica nella parte posteriore: qui, assicurati da cinture di sicurezza, i bambini giocano in tranquillità. "Portland non è Amsterdam. E gli Stati Uniti non sono l'Olanda - spiega Jeff Maples, firma di punta del quotidiano "Oregonian" e autore di ""Pedaling Revolution", un libro che racconta l'ultima rivoluzione dell'America - ma il numero delle persone che usano le due ruote negli ultimi due anni è aumentato in tutto il Paese: i ciclisti hanno imposto alle città di creare spazi e regole per loro e nei prossimi anni il trend non potrà che aumentare".

A spingerlo, secondo esperti, ci sarà più di un fattore: la drammatica crisi economica che attanaglia gli Stati Uniti e che spinge migliaia di persone a tagliare ogni possibile costo, comprese auto e benzina. L'enfasi che sempre più medici mettono nella necessità di condurre uno stile di vita sano e di fare movimento. L'aumento dei mezzi di trasporto pubblici (la maggior parte dei quali c'è un posto per le bici). La riscoperta dei centri delle città - downtown - come spazi di vita e non solo di lavoro, con il conseguente abbandono delle villette di periferia che per anni hanno rappresentato il modello ideale di casa degli americani. E la "rivoluzione verde" promessa da Barack Obama: più finanziamenti per energie alternative e trasporto pulito, meno enfasi sulle auto. "Obama - insiste Maples - è stato il primo candidato alla presidenza a parlare di bici come mezzo di trasporto pubblico e a sollecitare l'appoggio dei gruppi su due ruote durante la campagna elettorale".

Così a New York nuove piste ciclabili hanno reso la Grande mela un luogo vivibile per i ciclisti, risultato inimmaginabile fino a qualche anno fa. A San Francisco, i raduni del movimento su due ruote Critical mass raccolgono ogni anno migliaia di persone. E anche a Phoenix, una delle metropoli più estese degli Stati Uniti e una di quelle con il numero maggiore di automobili, i ciclisti cominciano a non sentirsi più come animali rari: "Molti automobilisti pensano che io sia un poveraccio - dice un ragazzo su due ruote femo al semaforo - ma siamo sempre di più a girare in bici, e oggi ricevo molti meno insulti di un anno fa".

"Non credo che arriverà mai il giorno in cui vedremo ogni americano andare in bici: è una cosa che devi davvero volere e amare. Non può essere imposta - conclude Mapes - ma le cose stanno cambiando. E non poco. Dieci anni fa il mio libro non sarebbe mai stato accolto con favore. E cinque anni fa gli automobilisti non sarebbero stati così rispettosi con me e con gli altri ciclisti nelle strade delle grandi città. Andiamo verso un futuro in cui, soprattutto nelle grandi città, ci sarà una sempre maggiore scelta nei mezzi di trasporto. Sempre più auto finiranno in garage. E io sono fiducioso che nelle strade americane ci saranno sempre più biciclette".

(Da Repubblica.it)


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permalink | inviato da Nic il 25/3/2009 alle 13:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
3 marzo 2009
Ma va...davvero?

Troppe auto, emergenza rifiuti - L'Italia vista da Legambiente

Il Rapporto 2009: parco macchine eccessivo, ma a basso tasso di emissioni di co2. Allarme polveri sottili e ossidi di azoto. Eccessivo utilizzo delle discariche

ROMA - Sono ancora troppi i veicoli che circolano nel nostro Paese. Ma il nostro, insieme a quello francese, è il parco auto con il quantitativo minore di emissioni di anidride carbonica: 146 grammi al chilometro. Nonostante questo, nelle città italiane resta aperta l'emergenza polveri sottili e ossidi di azoto, che inquinano l'aria che respiriamo.

I dati arrivano dal rapporto Ambiente Italia 2009 di Legambiente presentato oggi a Roma dal presidente nazionale dell'associazione Vittorio Cogliati Dezza, dall'esponente della direzione di Ambiente Italia Duccio Bianchi e dal responsabile scientifico di Legambiente Stefano Ciafani.

La mobilità. E' il "punto dolente", dice il rapporto. Sia gli spostamenti personali che quelli delle merci si svolgono in larga parte su strada, con il trasporto delle merci al 74% del totale. Insignificante la ripresa fatta segnare dal sistema del trasporto pubblico rispetto agli altri Paesi europei. "Il parco veicolare - afferma Legambiente - si mantiene spropositatamente elevato", ma grazie all'efficacia della fiscalità ambientale e quindi all'alta tassazione sui carburanti, l'Italia si conferma con la Francia il Paese col parco auto a minor emissione di anidride carbonica (146 g/km contro una media europea di 158).

L'inquinamento/1. Nel 2007, nel 70% circa dei comuni capoluogo, in almeno una centralina di monitoraggio la media annuale del biossido di azoto ha superato il valore limite (40 microgrammi per metro cubo), mentre nelle grandi città solo in un caso su tredici si ha un valore medio di tutte le centraline inferiore al limite. Nello stesso anno, il 65% di tutte le stazioni di monitoraggio ha registrato il superamento del valore limite giornaliero del pm10 (50microgrammi/metro cubo per non oltre 35 giorni all'anno), con una situazione eccezionalmente critica nelle regioni padane e a Roma.

................
(da Repubblica.it)



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10 febbraio 2009
Dubbi
Dopo aver seguito in silenzio e tristezza la difficile e complicata vicenda di Eluana, dopo aver visto le urla gli strepiti, le maree, i sitin, l'indignazione ed i gesti di media, informazione, politici, Istituzioni : comunicati, prese di posizione, attacchi, pareri non richiesti, ispezioni, controlli (in italia mai visti così tanti!!!), atti di indirizzo ministeriali, decreti incostituzionali, disegni legge da approvare in tre giorni (in Italia...mai visto neanche questo...), mi è venuto, guardandomi indietro, un angoscioso dubbio.
Come mai tutto ciò non è avvenuto quando son successi questi altri "omicidi" ed "assassini" (ed ho il triste presentimento che non siano gli ultimi..):









(assassinio "in pectore" anchse se qui non c'è scappato il morto...)






(qui siamo più che all'omicidio alla strage....)





Perché in questi casi non si alza forte e decisa la voce della CEI e della Chiesa???
Perché non si mandano ispettori e controlli ogni 2 o 3 ore???
Perché non vengono emanati Decreti legge " a muso duro" verso chi "uccide"???
Perché la Legislazione in questi casi segue stancamente le anse ed i meandri dei tempi della politica italiana???

 

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3 febbraio 2009
Pirati all'arrembaggio...
Da Repubblica.it di oggi:

Ogni tre giorni in Italia viene ammazzato qualcuno da un pirata della strada. E uno al giorno rimane gravemente ferito. Per la pirateria ormai è totale emergenza: nel 2007 sono stati registrati 161 casi, mentre nel 2008 ben 323, con una crescita record del 100,6 per cento. Tradotto in vittime questo incredibile aumento significa 93 morti con un incremento del 36,8% rispetto ai 68 del 2007 mentre il numero dei feriti lo scorso anno ha avuto un balzo del 120,7% con 331 vittime rispetto alle 150 del 2007.

Tutti i casi di pirateria del 2008 (Pdf)

Questi gli incredibili dati che siamo in grado di anticipare e che saranno pubblicati sul prossimo numero de
Il Centauro, rivista dell'Asaps, amici polizia stradale.

Triste constatare come poi da tutta questa mole di dati emerga il fatto che - ancora una volta - sono proprio le categorie deboli della strada, in modo particolare anziani e bambini, a pagare un prezzo altissimo: 54 sono gli anziani coinvolti, 41 i bambini, rispettivamente il 12,7% ed il 9,7%. Tra i minori, quelli di età inferiore ai 14 anni rimasti vittima di questo atto di vigliaccheria stradale sono stati in tutto 14 (3,3%), 2 dei quali rimasti uccisi e 12 feriti. I pedoni sono la categoria più tartassata, con 134 eventi: 42 morti (9,9%) e 92 feriti (21,7%). Infine i ciclisti: 42 gli episodi (9,9%), 16 lenzuola bianche (3,8%) e 26 ricoveri (6,1%).

Chiara anche la cosiddetta "geografia" degli episodi di pirateria stradale: al primo posto c'è la Campania con 39 casi (12,1%), seguono la Toscana e l'Emilia Romagna, con rispettivamente 37 e 36 episodi (11,5% e 11,1%). Le regioni più virtuose? Umbria e Valle d'Aosta (0,6%) con due casi, e Basilicata (0,3%) che ha fatto registrare un solo caso.

L'identikit del pirata? "Nella maggior parte dei casi - spiega Giordano Biserni, presidente dell'Asaps - si tratta di uomini di età compresa tra i 18 ed i 44 anni, spesso sotto l'effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti e per questo decidono di fuggire, sottraendosi alle proprie responsabilità. Hanno rilievo consistente anche i casi di veicoli con assicurazioni scadute o addirittura false. Spesso è determinante anche il timore di perdere la patente. Le pene, peraltro, non sono particolarmente dissuasive: da tre mesi a tre anni A queste si aggiungono però quelle per le lesioni o l'omicidio".

In questo inferno va detto che ormai pochi pirati riescono a farla franca: il 77,1% degli autori viene smascherato, mentre "solo" il 22,9% resta ignoto. Merito certo delle tecniche investigative (su 323 inchieste, 249 hanno condotto all'identificazione del responsabile, arrestato in 125 occasioni e denunciato a piede libero in altre 124) ma deve far riflettere una cosa: in ben 109 casi (43,8%) nel 2008 il pirata della strada era ubriaco o drogato. Ed è un calcolo per difetto perché spesso quando le forze di polizia identificano l'autore dopo qualche giorno dall'incidente non ha più senso sottoporre il sospetto a controllo alcolemico o narcotest.

Ma quando si ha a che fare con un ubriaco o con un drogato è chiaro che qualsiasi regola venga ignorata sistematicamente. La soluzione del problema è quindi a monte: nel tentativo di non dare la possibilità a un drogato o a un ubriaco di mettersi impunemente al volante.



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25 gennaio 2009
Sicurezza
Come è possibile, non appena avviene uno stupro o un atto di violenza -beninteso gravissimo ed assurdo- avere il coraggio e la forza di proporre l'invio di 30.000 (avete capito bene trentamila!!) soldati nelle nostre città e paesi?!?!?!
Siamo su Scherzi a parte o è tutto vero? No perché non vorrei, nel 2009 ed in un paese considerato (con notevole approssimazione ) civile e democratico trovarmi in questa situazione:


Auguriamoci tempi ed idee migliori.



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SOCIETA'
23 gennaio 2009
Modi di fare
Appunto velocemente due modi di fare che ieri, visti e presi, mi han dato fastidio. Molto fastidio.
Posizione 1 - Un Ipermercato qualunque, momento della spesa per molte famiglie italiane e per molti, me compreso. C'è chi sosta nella zona giornali , con nonchalance, comincia a leggere, naturalmente senza acquistare....con che faccia tosta...veramente spettacolare.
Posizione 2 - Semaforo per lavori in corso: arriva il rosso, il primo della fila si ferma, e sfrecciano i soliti due o tre (o quattro, o....più) che passano col rosso (tanto se ci sono loro in corsia gli altri non partono...). Più che faccia tosta faccia.....$!&!"%$!"&.

Worst practices.

Mi serviva uno sfogo, comprendetemi.

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SOCIETA'
22 gennaio 2009
Mobilità dolce: ad Arezzo si resta al palo!

Sul mensile Aerre, opuscolo inviato dall'Amministrazione agli Aretini, è possibile leggere le pagine in cui vengono riportati i lavori pubblici previsti nel piano per il 2009 nella nostra città, Arezzo, ed il loro costo.

 

I dati sono organizzati in  tabelle, a ciascuna delle quali corrisponde a un settore di intervento tipo: piazze e centro storico, edifici e monumenti, strade e rotatorie, giardini pubblici, impianti sportivi, ecc.

Riassumendo gli investimenti previsti in tali tabelle, si desume facilmente che in totale sono previsti 84 cantieri/interventi, per un totale di 89.492.502 euro.

 

Bene; gli interventi sulla mobilità ciclabile e sulla mobilità pedonale non sono indicati separatamente ma sono inseriti parte nella tabella dal titolo: “marciapiedi, parcheggi (!) e piste ciclabili”  e parte nel box “ecologia, tutela dell’ambiente e degli animali (!)”(qualcuno ci dovrà spiegare meglio tali pseudo categorizzazioni!).

Scorporando quindi da queste tabelle, faticosamente, gli interventi che ci interessano ovvero i cantieri relativi alla mobilità dolce (mobilità pedonale e ciclabile), si ottiene il seguente quadro finale:

4    cantieri/interventi previsti su un totale di 84

ovvero

4    cantieri/interventi previsti per mobilità ciclabile e pedonale, avete capito bene, QUATTRO!

 Andiamoli a vedere nel dettaglio:

        realizzazione marciapiede Setteponti             200.000  euro

        realizzazione marciapiede S. Zeno                  50.000  euro

        ciclabile da v. De Gasperi a H. S. Donato     200.000  euro

        aree sosta e prelievo per bike sharing            727.680  euro  

TOTALE                                                            1.177.680  euro

Se si toglie la cifra relativa alla realizzazione delle stazioni di sosta e prelievo delle biciclette per “bike sharing”, progetto ambizioso ma ancora tutto da verificare,  si ottiene un impegno di spesa relativo ad infrastrutture, (ovvero qualcosa di reale, funzionante e necessario per chi si muove in bici o a piedi) per due marciapiedi e un pezzo di pista ciclabile per 450.000 euro pari allo 0,50 % del totale, che ricordiamo è di 89.492.502 euro. 

Cioè, un Comune come Arezzo investe sulla mobilità pedonale due marciapiedi per 250.000 euro e sulla mobilità ciclabile (udite udite) l'astronomica cifra di 200.000 euro; il tutto a fronte di una rete ciclabile praticamente INESISTENTE E MAL COLLEGATA.....

Peggio della mobilità dolce resta solo il povero “trasporto pubblico” che non esiste nel prospetto e per la quale non c’è alcun intervento che vi possa essere ricondotto (forse meglio così, meno umiliato...).

Tanto per avere un’idea si possono vedere i dati relativi ad alcuni altri settori:  le Strade 8.519.292 euro pari al  9,5%, Rotatorie e parcheggi 15.800.000 euro, pari al  17,7 %, Impianti Sportivi 27.165.000 euro, pari al 30,4 %, Piazze e Centro storico3.540.000 euro, pari al 4 %. Salta all'occhio che per strade rotatorie e parcheggi si investe la bellezza di 24.319.292 euro 27,2% degli investimenti, per la mobilità veramente sostenibile, ovvero quella che potrebbe far fare il salto di qualità alla nostra città....

In allegato le tabelle pubblicate su Aerre, dati ufficiali quindi.


Ventiquattromilionietrecentodiciannovemilaeuro VS quattrocentocinquantamilaeuro

Questa è la realtà degli investimenti sostenibili e ecologici ad Arezzo...io non ci sto!


ECONOMIA
15 gennaio 2009
Le assurdità del XXI secolo

Le assurdità del nostro secolo: Centinaia di superpetroliere non scaricano più il loro carico in attesa che il prezzo del greggio torni a salire....






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LAVORO
18 ottobre 2008
Morti Bianche
Finalmente un cambio radicale ed una linea innovativa nella lotta alle morti sul lavoro, una strage "silenzionsa" che, mentre si parla di tivvù, calcio e problemi "reali" (sic!) della nostra Italia, continua a essere ignorata.
Finalmente una presa di posizione innovativa e radicale, una linea politica fattiva e decisa:
 «Bisogna mettere fine a questa tragedia» ha commentato il presidente del Senato Schifani.
Senza parole......

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4 aprile 2008
AntiSUV
Il mio contributo:
http://mas-movimentoantisuv.blogspot.com/2008/04/arezzo.html

La mia adesione all'idea del blog è direi scontata: ovvero (non) capisco (perché utilizzare tali oggetti) ma (personalmente) non mi adeguo.

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consumi
28 marzo 2008
Energie diverse
Può sembrare paradossale, nel nostro paese dove non riusciamo ad organizzarci per smaltire i sacchi di immondizia o per manutenere le strade ed i marciapiedi dalle buche e dall'usura, parlare del futuro.
Eppure chiunque abbia un minimo di coscienza civile e sociale, sia esso un inguaribile ottimista o (più probabile) un pessimista, credo debba porsi il problema di come riuscire a gestire scelte e politiche energetiche diverse da quelle passate e soprattutto attuali.
A mio parere bisogna muoversi su due piani, quello individuale che comporta un cambiamento di stili di vita e di abitudini importante, e sostanziale: ovvero l'utilizzo di mezzi ecologici di trasporto (a piedi, in bicicletta, in treno, ecc.), il minimizzare lo spreco energetico in ogni scelta (raccolta differenziata, consumi gas ed elettricità, scelta di prodotti con imballaggi minimi o nulli, ecc.) e via dicendo.
Il secondo e quello politico e sociale, ovvero di indirizzo e strategico.
A tale proposito vi segnalo una coraggiosa presa di posizione di alcuni scienziati intaliani, ovvero persone che a ragione od a torto esprimono una posizione motivata, suffragata da fatti e numeri (cosa spesso malvista dai politici e da chiunque non si appoggia all'oggettività nel motivare e giustificare le proprie scelte) e che rappresenta un accorato appello a cambiare le scelte e le strategie energetiche in Italia.
Io mi associo, e vi invito a sottoscrivere l'appello qui: per cominciare anche in ambito energetico a modificare anche stili di vita ed abitudini della nostra società, per provare a cambiare atteggiamenti e modi di vivere, per poter risolvere i problemi che ogni anno aumentano di importanza e priorità.

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24 marzo 2008
Rainingraiding
Pedalare sotto l'acqua non è il massimo, anche e soprattutto quando la temperatura è bassa e ci sono folate di vento "fresco"....ma è sempre meglio che starsene chiusi in casa a scaldare il divano!! Eppoi quando si è in sella la voglia di "riding" fa il resto.
Ebbene sì, con un manipolo di cicloappassionati (autodefinitisi "Amici della Bici")siamo andati a pedalare con le nostre citybikes in Val d'Ambra, utilizzando il treno da Arezzo fino a Bucine, partendo ingenuamente sotto un sole provvisorio fino a Villa Coppedé, riparandoci in una fattoria quando è venuta una bufera di acqua e neve, proseguendo sul crinale in una bellissima sterrata sotto una pioggerellina continua ma alla fine divertente a suo modo, visitando ed apprezzando il borgo di Badia a Ruoti la sua antica abbazia e la sua chiesetta romanica, ammirando una sontuosa Pala di Neri di Bicci, rinforcando la bici per tornare verso Bucine, soffermandoci all'agriturismo di un nostro cicloamico, Fabrizio, che ci ha rifocillato ed offerto il tè prima di tornare, fischiettando in bici ed in treno allegri e contenti per la escursione fuori porta un po' anomala, ed infine ritornando ad Arezzo.
Diciamo che abbiamo provato il raining-raiding, altra forma del pedalare! Ma attenzione, è un ciclismo da usare a piccole dosi, senza esagerare e sotto stretto controllo....ed esclusivamente se siete veramente malati di bici come il sottoscritto!

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22 febbraio 2008
La Giornata delle Ferrovie Dimenticate


Oggi ho deciso di fare un po' di spam.
Però a mio parere la pubblicità alla "I Giornata delle Ferrovie Dimenticate" è di quella "sana", che serve ad evidenziare una bella iniziativa che ha anche i connotati dell'originalità.
In Italia ci sono tante tratte ferroviarie dismesse od addirittura abbandonate, e tra queste c'è la Ferrovia Arezzo-Fossato di Vico, che fino alla II Guerra Mondiale percorreva il tratto tra Arezzo Anghiari Sansepolcro Umbertide ed appunto Fossato, nei pressi di Fabriano.
In occasione della domenica 02 marzo 2008, gli Amici della Bici FIAB Arezzo hanno organizzato una cicloescursione che ripercorrerà il tracciato in oggetto, ricalcandone in parte il sedime o percorrendo strade parallele alla nostra ferrovia dimenticata. Sarà l'occasione per una cicloescursione divertente e varia fra gallerie, sedime sterrato, vecchi viadotti e la Statale 73, ormai quasi indenne dal traffico automobilistico e pesante e pertanto assai divertente con le sue curve ed i suoi zigzag, giungedno fino a Monterchi e ritorno.

A proposito dell'Arezzo-Fossato di Vico, ecco le foto di un sopralluogo fatto da me con alcuni amici bikers in un tratto "impraticabile" e da recuperare anche come viabilità tra le loc. Gragnone e la loc. Torrino: sarebbe bello roganizzarsi con l'obbiettivo di ripulire e rendere transitabile almeno ai bikers il tratto in oggetto.

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18 febbraio 2008
Troppo facile
Un SUV a Milano si schianta su un bus, lo sposta letteralmente contro un tram e provoca una carneficina.
   
    E' troppo facile leggere quanto sopra, è come sparare sull'ambulanza
o come sparare su un pianista nel saloon, peccato che sia tutto verosimile...
    è troppo facile intuire che il SUV era un Porsche Cayenne, il più costoso,
il più ingombrante, il più simbolico dei SUV....
    è troppo facile sapere che alla guida c'era un manager, addirittura un procuratore
di calciatori, uno di quelli che non hanno da perder tempo....
    è troppo facile immaginare che magari il telefonino squillava e lui rispondeva,
perché gli affari urgono, non c'è motivo di perder tempo a non rispondere....
    è troppo ovvio pensare che il SUV stava superando il bus andando su una corsia preferenziale,
praticamente zigzagando nel traffico a non si sa quale velocità di crociera.....
    è matematicamente certo che il guidatore darà la colpa a dei pedoni "che stavano tagliandogli
la via"...magari su delle strisce....
    è ovvio e banale che di fronte ad un dramma come questo, dove è lampante e dimostrato
quello che si conosceva da tempo, ovvero che i SUV non sono più sicuri e migliori di altre auto

Ma come sempre siamo in Italia, e mentre altrove si cerca di risolvere il problema (ovviamente meno vasto ed emorragico che nel nostro paese, va da sé!) noi siamo ancora fermi a capire, mediare, discutere del più e del meno, insabbiare il problema, insomma a non decidere.....immobili come una catasta di rifiuti!

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17 gennaio 2008
Il tramonto (o l'eclissi?) della 2a repubblica
Oggi ho letto la lettera "aperta" che Travaglio ha inviato a Grillo, e che mi è stata letteralmente tolta di bocca! La ripubblico volentieri, anche perché è esaustiva e chiara di quello che sta succedendo nel nostro paese (se nessuno se ne fosse accorto...).
L'unica nota che vorrei aggiungere è il senso di impotenza che hanno i cittadini come ne o come altri, che angosciati dalla nausea e dal senso di vergogna che provano nel vedere "la casta" difendersi e far passare le proprie posizioni come verità assoluta (perché la casta in queste situazioni si muove pressoché compatta ed unitaria, avete notato?) non riescono ad esprimere in maniera fattiva e efficace la propria condanna ed il proprio dissentire: credo che sarebbe necessario soprattutto via web ed anche fisicamente far sentire alla casta che la maggioranza degli italiani sostiene letteralmente la magistratura e quella parte di Italia che prova a far nascere una pulizia ed una trasparenza che politicamente oggi non esiste ed anzi è condannata ed emarginata dai potenti di turno (e non, siano al governo che all'opposizione!) e dai media cosiddetti "mainstream".

Ecco la lettera di Travaglio:

"Caro Beppe,
siamo tutti costernati e affranti per quanto sta accadendo al cosiddetto ministro della Giustizia Clemente Mastella e alla sua numerosa famiglia, nonché al suo partito, che poi è la stessa cosa. Costernati, affranti, ma soprattutto increduli per la terribile sorte che sta toccando a tante brave persone. Infatti, oltre alla signora Sandra, presidente del Consiglio regionale della Campania, sono finiti agli arresti il consuocero Carlo Camilleri, già segretario provinciale Udeur; gli assessori regionali campani dell’Udeur Luigi Nocera (Ambiente) e Andrea Abbamonte (Personale); il sindaco di Benevento dell’Udeur, Fausto Pepe, e il capogruppo Udeur alla Regione, Fernando Errico, e il consigliere regionale dell’Udeur Nicola Ferraro e altri venti amministratori dell’Udeur. In pratica, hanno arrestato l’Udeur (un mese fa era finito ai domiciliari l’unico sottosegretario dell’Udeur, Marco Verzaschi, per lo scandalo delle Asl a Roma, mentre un altro consigliere regionale campano, Angelo Brancaccio, era finito in galera prima dell’estate quando era ancora nei Ds, ma appena uscito di galera era entrato nell’Udeur per meriti penali). Mastella, ancora a piede libero, è indagato a Catanzaro nell’inchiesta "Why Not" avviata da Luigi De Magistris e avocata dal procuratore generale non appena aveva raggiunto Mastella, che intanto non solo non si era dimesso, ma aveva chiesto al Csm di levargli dai piedi De Magistris. S’è dimesso invece oggi, Mastella, ma per qualche minuto appena: poi Prodi gli ha respinto le dimissioni, lasciandolo al suo posto che – pare incredibile – ma è sempre quello di MINISTRO DELLA GIUSTIZIA. La sua signora, invece, non s’è dimessa (a Napoli, di questi tempi, c’è perfino il rischio che le dimissioni di un politico vengano accolte): dunque, par di capire, dirigerà il Consiglio regionale dai domiciliari, cioè dal salotto della villa di Ceppaloni.

Al momento nessuno sa nulla delle accuse che vengono mosse a lei e agli altri 29 arrestati. Ma l’intero Parlamento – con l’eccezione, mi pare, di Di Pietro e dei Comunisti Italiani – s’è stretto intorno al suo uomo più rappresentativo, tributandogli applausi scroscianti e standing ovation mentre insultava i giudici con parole eversive, che sarebbero parse eccessive anche a Craxi, ma non a Berlusconi: insomma la casta (sempre più simile a una cosca) ha già deciso che le accuse - che nessuno conosce - sono infondate e gli arrestati sono tutti innocenti. A prescindere. Un golpetto bianco, anzi nero, nerissimo, in diretta tv.

Nessuno, tranne Alfredo Mantovano di An, s’è domandato come facesse il ministro della Giustizia a sapere che sua moglie sarebbe stata arrestata e a presentarsi a metà mattina alla Camera con un bel discorso scritto, con tanto di citazioni di Fedro: insomma, com’è che gli arresti vengono annunciati ore prima di essere eseguiti? E perché gli arrestandi non sono stati prelevati all’alba, per evitare il rischio che qualcuno si desse alla fuga? Anche stavolta, la fuga di notizie è servita agli indagati, non ai magistrati. E, naturalmente, al cosiddetto ministro.

Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, anziché aprire una pratica a tutela dei giudici aggrediti dal ministro, ha subito assicurato "solidarietà umana" al ministro e ai suoi cari (dobbiamo prepararci al trasferimento dei procuratori e del gip di Santa Maria Capua Vetere, sulla scia di quanto sta accadendo per De Magistris e Forleo?). Il senatore ambidestro Lamberto Dini ha colto l’occasione per denunciare un "fatto sconvolgente: i magistrati se la prendono con le nostre mogli" (la sua, Donatella, avendo fatto fallimento con certe sue società, è stata addirittura condannata a 2 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta, pena interamente indultata grazie anche a Mastella). Insomma, è l’ennesimo attacco ai valori della famiglia tradizionale fondata sul matrimonio: dopo l'immunità parlamentare, occorre una bella immunità parentale. Come fa osservare la signora Sandra Lonardo in Mastella dai domiciliari, "questo è l’amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo". Che aspettano a invitarli a parlare alla Sapienza?." Marco Travaglio



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permalink | inviato da Nikbike il 17/1/2008 alle 9:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
2 dicembre 2007
Panem et Circenses
Oggi ho fatto una capatina al luna park dietro insistente richiesta dei miei bimbi.
20 colpi con la pistola, 5 euro con regalino cinese annesso, divertimenti a partire dai 3-4 euro in su, siano essi zucchero filato oppure autoscontri o giostre o slotmachines. Ragazzi che fanno file e giocano, rigiocano rigiocano. Famiglie con bimbi che fanno decine di volte le attrazioni, anzi se le fanno quasi tutte.
Non vorrei generalizzare e sembrare semplicista, ma mi sembra che tutto questo malessere economico non si percepisca qui; malessere sociale sì, ma quello è un altro discorso.
Queste famiglie, questi ragazzi, questa gente ci arriva bene quindi alla fine del mese, per dilapidare una trentina d'euro o più al giorno nel "nulla"? I problemi da tutti sbandierati sono reali, o frutto del mancato raggiungimento di quel benessere percepito dalla maggioranza del "popolo bue" ed inoculato dai media e dai bombardamenti pubblicitari?!?! A noi l'ardua sentenza, non dimenticandoci che il motto "panem et circenses", pur risalendo ai romani, a mio parere a tutt'oggi ha notevole corrispondenza nella nostra realtà quotidiana.


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permalink | inviato da Nikbike il 2/12/2007 alle 21:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
27 novembre 2007
Sanità ad Arezzo
Breve flash su un episodio capitato per mie esigenze nell'ospedale di Arezzo.
Non è mia intenzione generalizzare e sparare "sulla croce rossa" (e mai termine è stato più consono...) soprattutto basandosi sul sentito dire o sulle voci di popolo, però analizzare questo spaccato della sanità locale può far focalizzare su alcuni problemi esistenti, e senza dubbio percepiti dalla gente.
Dovendo fare un'esame a mio figlio, vado a prenotare la visita, che è classificata "urgente"; il CUP ci indirizza al day hospital pediatria, dove una solerte infermiera afferma " l'esame lo facciamo subito! basta recarvi al 2° piano presso la sala preposta. Quindi usciamo, andiamo a prendere il figlio a scuola, chiedo un permesso lavorativo per la mattina e mi reco alla sala indicata. Dopo 15 minuti al mio turno esce una dottoressa con fare stizzito che dice "lo sanno che qui in pediatria non facciamo quel tipo di esame....deve andare nel reparto xy al piano terra!" e mi ripete il concetto un paio di volte con fare deciso..diciamo "a muso duro". Ci trasferiamo nuovamente al Piano terra dove al reparto xy dicono che l'urgenza può essere fatta solo giovedì mattina, risultato: ho perso diverse ore di lavoro inutilmente, riporto mio figlio a scuola, non ho ancora risolto "l'urgenza", senza contare il modus operandi osservato nel nostro nosocomio.
Che razza di flussi informativi vigono in ospedale? E' mai possibile avere sempre risposte diverse a seconda delle persone a cui chiedi, CUP, infermieri, dottori, altro? e poi, possibile che noi pazienti dobbiamo venir trattati peggio dei pacchi postali, come un qualcosa di fastidioso da evadere, come (e scusate la retorica) una zanzara da scacciare, meglio se digrignando i denti?
Dulcis in fundo, al reparto xy è arrivata un'infermiera che conoscevo, la quale ha cominciato a dire "ma se lo sapevo, se me lo dicevate, avremmo risolto il problema prima...."
Ma come? la conferma lampante - servita su un piatto d'argento - che in Italia ed anche ad Arezzo per risolvere un problema (dio lavoro, sociale o sanitario) bisogna avere "la conoscenza", "la raccomandazione"? se hai chi intercede allora puoi chiedere, puoi informarti sull'iter, addirittura ti si aprono porte altrimenti chiuse o ignote? eh, no questo è troppo! come dice mio figlio "per punizione...lo scrivo nel blog", e direi che nonostante sia un esempio "di piccola prtata" immagino che possa essere considerato la punta dell'iceberg della gestione sanitaria (così come la vive un cittadino) qui da noi.


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12 novembre 2007
Una peste dell'era moderna
In relazione al terribile e tragico (e sottolineo terribile e tragico) fatto accaduto nell'area di sosta presso Arezzo che ha visto la morte di un giovane ragazzo di Roma, prima di commentare soprattutto quanto avvenuto subito dopo, voglio riportare un commento di Carlo Nesti, giornalista sportivo tra i più pacati e lucidi che abbia avuto modo di sentire ed apprezzare e che sottoscrivo in pieno; ecco le sue parole tratte dal sito www.carlonesti.it :

Togliete l'acqua ai pesci (i teppisti)!
Nei pressi di Arezzo è avvenuta una rissa fra ragazzi. La polizia stradale, senza sapere minimamente che si trattava di tifosi della Lazio in viaggio, è intervenuta. Sono stati sparati 2 colpi. Uno, orrendamente, ha ucciso Gabriele. Si è trattato di un tragico episodio di cronaca, nel quale il calcio non c'entra nulla. Ma questo episodio è stato strumentalizzato dalle Brigate Rosse del Duemila: il mondo ultras compatto, senza distinzioni di bandiere. Le Brigate Rosse, almeno, avevano una ideologia. I delinquenti del pallone nessuna: schifosa anarchia allo stato barbarico. Questo grande (altro che sparute minoranze...) "partito trasversale" non vedeva l'ora di prendersi una rivincita. Dimostrare che il cordoglio di tutti per l'omicidio Raciti era esagerato. In fin dei conti era morto solo uno sbirro da 1000 Euro al mese. Per chi non lo avesse ancora compreso, siamo dinanzi a una trama eversiva, ormai chiarissima, contro le istituzioni, l'ordine, lo Stato. Ci sono priorità precise. Che una donna possa camminare tranquilla su una strada, senza essere stuprata, è una necessità della vita di tutti i giorni. Che si giochi una partita di calcio, non lo è. Il calcio, dunque, chiuda gli stadi, salvo che per gli abbonati. Togliete l'acqua ai pesci (i teppisti)! Fuori!


Io, non essendo giornalista, posso permettermi di essere ancora più duro se permettete, e dunque puntualizzo che:
-l'incidente non c'entra nulla con il calcio, bensì è un tragico errore compiuto da forze dell'ordine, come purtroppo ne succedono tanti nel lostro paese (colpi partiti accidentalmente che uccidono persone capitano eccome se capitano, chi ha sbagliato dovrà pagare ma tale caso nulla ha a che vedere con quello del povero Raciti, vittima "sacrificale" dopo ore e ore di follia e violenza in una città messa a ferro e fuoco dai "tifosi")
-a parte la solita cagnara che aizza un odio profondo verso la polizia e le forze dell'ordine, credo che le scene viste a Bergamo e a Roma la domenica sera siano degne di un paese incivile quale siamo ridotti, un paese che starebbe meglio in sudamerica che in europa come minimo (e senza offesa per il sudamerica..)
- non ne posso più di sentire parlare "sto coi tifosi" "il tifo sono loro", andate a leggere i siti ultras che inneggiano alla tifoseria di Bergamo (frasi del tipo: loro sì che hanno le palle... loro hanno fatto sospendere la partita...onore agli ultras bergamaschi..queste le dichiarazioni più "soavi"...) mentre "tifosi" bardati da blackblock hanno distrutto uno stadio con mazze e tombini davati a migliaia di persone impotenti e rassegnate...e non sono neanche state fermate!!!!

Infine, vi prego,per favore: tenetevi il vostro calcio, il vostro tifo, ma non tirate in mezzo famiglie, gente comune, polizia (che spero non dia più un solo agente per il c.d. "ordine pubblico" per tali pseudoeventi-sportivi), ecc.: ritrovatevi in una bella arena, beninteso in affitto e senza costi x noi contribuenti, e fate quello che più vi piace fare: ovvero spaccare, insultare, bestemmiare, accoltellare, tirare tombini ( o motorini)ecc. Però non chiamate questo "calcio", "sport", o "passione".

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6 novembre 2007
Un campus ad Arezzo
Insisto con un'idea che avevo buttato in un post precedente, e che a mio parere andrebbe sviluppata soprattutto dall'Amministrazione Comunale e da alcune istituzioni cittadine (leggi università).
L'area del  Pionta, ovvero il parco, i viali, le infrastrutture universitarie sono un luogo magnifico che dovrebbe essere valorizzato (a mio parere con poco) in modo da renderlo il "campus" di Arezzo. Una zona chiusa al traffico, prevalentemente verde, dove ci si possa incotrare, si possa fare soprt, cultura, divertimento. Non riesco a capire come non si giochino carte come questa per fare rinascere la città! Le condizioni ci sono è sarebbero solo da sviluppare: c'è già chi corre al Pionta (ma ci sono macchine parcheggiate ovunque e zone sconnesse o maltenute), c'è già chi studia e discute al Pionta (ma non sempre le aree sono adeguate per fare incontri o musica, e non adeguatamente "diffuse" ed aperte a tutti), c'è già chi gioca al Pionta (ma è difficile passare con bici e passeggini ai varchi, mentre in auto si entra tranquillamente a cancello spalancato), c'è pure chi passeggia e chiacchiera al Pionta (ma ad una certa ora deve stare attento perché non c'è illuminazione, è buio pesto in alcune zone e non sempre vi sono solo bimbi o intellettuali che gironzolano...).
Insomma, penso che se Arezzo vuole compiere uno "scatto di reni", questa idea potrebbe essere un assist prioritario per l'Amministrazione della città, e sarebbe un segnale di svolta e dinovità rispetto alle scelte ordinarie che sono state e sono ad oggi compiute dal governo della città.
PS complimenti  a Nocentini per la "wireless zone" del Prato, altra ottima idea che spero non finisca lì, essendo a mio parere punto di partenza e non di arrivo per migliorare Arezzo e dintorni...e se la facessimo anche al Pionta ?  :-)

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24 ottobre 2007
Festival della Scienza
Bella idea questo festival che inizia il 25 ottobre a Genova, e bello anche l'articolo e relativo titolo che gli ha dedicato La Stampa: "I curiosi fanno prodigi".
Penso che oggi spesso manchi alla base di molte cose che facciamo quella curiosità che fa il prodigio, che genera sapere e scienza nel senso letterale del termine; ad esempio aldilà di tante polemiche sulla scuola e su ogni "modus operandi" o riforme in cui questa è coinvolta, credo che non sia tanto il metodo che faccia la differenza ma il "come" si interpreti questo metodo, ovvero la "curiosità" con cui si applica.
La curiosità è quel componente che trasforma il nozionismo in cultura, oppure un passatempo in vero interesse; è qualcosa che dà sapore ai nostri atti quotidiani: chi s'incuriosisce non si annoia, neanche se tutte le mattine lavora, s'affaccenda, e magari ripete spesso attività nella cosiddetta "routine".
Il blog ed internet, con tutte le sue evoluzioni e declinazioni, spesso sono "fattori" dove c'è curiosità e una forte spinta culturale ed ora anche sociale (per dirla alla web 2.0: open your mind), strumenti che stimolano rispetto a media passivi come tv e PSvarie, che ti fanno "fare" e "dire".
Io purtroppo non posso andare a Genova, comunque resterò sintonizzato sul loro sito e sul blog.



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